• Samugheo - L'arte tessile

    Samugheo

    L'arte tessile

Samugheo

Il paese dell'arte tessile e dell'artigianato


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Samugheo è un comune di 3.250 abitanti della provincia di Oristano. Il comune è posto a 370 metri sul livello del mare, situato in una zona chiamata Brabaxianna, nella regione storica del Mandrolisai.
Il territorio di Samugheo, che si estende per 80 km², confina a nord con Busachi, Ortueri e Sorgono, ad ovest con Allai e Ruinas, a sud con Asuni, ad est con Atzara, Meana Sardo e Laconi. Prevalentemente collinare raggiunge l’altezza massima di 650m.

Famoso per la produzione di tappeti sardi, Samugheo è situato quindi nella zona chiamata "Mandrolisai", caratterizzata da monti solitari e selvaggi e da una successione di gole, dirupi e imponenti pareti rocciose. Paese di indubbio fascino, sia per le tradizioni che ancora la sua gente conserva, come il carnevale e la lavorazione del pane, sia per gli importanti reperti archeologici.


Il territorio si presenta ricco di fresche sorgenti che lo rendono estremamente fertile e rigoglioso. Boschi di querce, uliveti, vigneti e ampie distese lasciate a pascolo caratterizzano le colline circostanti, dove si muove una ricca fauna costituita da cinghiali, volpi, lepri e conigli.

Samugheo offre molto anche dal punto di vista paesaggistico: il suo territorio è infatti ammantato da una vegetazione folta e ricca che incornicia numerose grotte, meta ideale per gli amanti di speleologia. Tra le tante grotte possiamo ricordare quella di Sa conca 'e su Cuaddu nella valle del Riu Settilighe, la Grotta dell'Aquila sul monte de Sa Pala de is Fais (qui vi si accede solo calandosi dall’alto per circa 25 m con funi e scalette) e quelle vicine al Castello di Medusa, come il suggestivo Buco della Chiave con la caratteristica forma a clessidra.


Secondo la teoria più accreditata il toponimo di Samugheo deriverebbe dall'antica chiesa di San Michele, in catalano chiamata San Migueu e in castigliano San Miguel, nome che poi corrotto sarebbe diventato quello attuale. Il territorio fu certamente popolato fin dal neolitico, come testimoniano le domus de janas che lo costellano.

L'area fu occupata prima dai Punici e poi dai Romani. Durante il medioevo Samugheo appartenne al Giudicato d'Arborea e successivamente subì la dominazione spagnola, che ancora è rievocata nella lingua e nell'architettura locale.


Chi si reca a Samugheo potrà visitare un territorio ricchissimo di reperti e siti archeologici. Il luogo più suggestivo è sicuramente quello in cui sorge il Castello di Medusa, la cui storia è avvolta nella leggenda. Esso sorge a picco sulla gola formata dal Riu Araxixi ed è interamente scavato nel marmo. Fu costruito in epoca bizantina con funzione di controllo del territorio e di protezione dai barbaricini, che spesso penetravano nelle terre della Marmilla per saccheggiarne i villaggi. Purtroppo oggi la visita è resa difficoltosa dalla vegetazione troppo fitta e lussureggiante. Secondo la leggenda il castello ospiterebbe ancora il fantasma della fantomatica regina Medusa.

Sito web del Comune di Samugheo

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